Accordo Europa Cina: reciprocità sulle indicazioni geografiche protette

Lo scorso 6 Novembre, 2019 è stato raggiunto un accordo Europa Cina che avrà efficacia entro la fine del 2020, permettendo a 100 indicazioni geografiche europee di essere validamente protette nel territorio cinese, e ad altrettante 100 indicazioni geografiche cinesi di essere protette nel Vecchio Continente.

LE INDICAZIONE GEOGRAFICHE ED IL RAPPORTO CON I MARCHI GEOGRAFICI, I MARCHI COLLETTIVI E QUELLI DI CERTIFICAZIONE

In linea generale, le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine sono oggetto di tutela laddove designino un prodotto originario di una zona geograficamente determinata cui i consumatori, tradizionalmente, associano una qualità costante, che deriva da fattori ambientali ed umani.

Dato che le indicazioni geografiche esprimono un legame, anche di mera reputazione, tra il prodotto ed il territorio, lo scopo si avvicina a quello dei marchi, in particolare ai marchi collettivi ed a quelli di certificazione, e nel rapporto tra indicazione geografica e marchio, è quest’ultimo a prevalere quando occorre difendersi contro ogni forma di parassitismo.

In Cina, ad esempio, oltre alle indicazioni geografiche protette, i nomi geografici possono essere tutelati attraverso gli strumenti del marchio collettivo o del marchio di certificazione posto che, da un quinquennio a questa parte, è vietato proteggere come marchi convenzionali i nomi esclusivamente geografici, mentre, per coloro che dimostrano di essere proprietari di un’indicazione geografica protetta nel paese di provenienza, è permessa l’ulteriore protezione dell’indicazione come marchio collettivo, o di certificazione.

RAPPORTO BILATERALE TRA UNIONE EUROPEA E CINA PER IL RICONOSCIMENTO RECIPROCO DI 100 INDICAZIONI GEOGRAFICHE

I rapporti tra Unione Europea e la Cina per il riconoscimento reciproco delle Indicazioni geografiche protette è iniziato circa 13 anni fa.

Lo scorso 6 Novembre come sopra detto è stato raggiunto un accordo bilaterale.

Tale accordo bilaterale ha come aspetto positivo quello di allargare il numero delle indicazioni coinvolte, passando dalle attuali 10 a 110, con l’auspicio di introdurne complessivamente altre 350 nel prossimo futuro.

L'elenco attuale comprende nomi geografici noti come Cava, Champagne, Prosecco Conegliano Valdobbiadene, Asiago, Queso Manchego, Prosciutto di San Daniele, Whisky e Porto irlandesi. Tra le IG cinesi da proteggere nell'Unione Europea vi sono Pixian Dou Ban (pasta di fagioli di fico), Anji Bai Cha (tè bianco di Anji), Panjin Da Mi (riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Anqiu Ginger).

In proposito, va ricordato che la Cina è la seconda destinazione per le esportazioni di cibo ed alimenti dell'Unione Europea, con un fatturato annuale prossimo ai 13 miliardi di euro, e tra queste esportazioni, ben il 9 % dell’intero valore è costituito da indicazioni geografiche protette. Rispetto ad altri comparti, in contrazione, la domanda cinese verso cibo e prodotti esteri è in forte crescita e, differentemente da quanto si possa pensare, la Cina, con la sua varietà di prodotti e bevande, ha un sistema consolidato di indicazioni geografiche che anche i consumatori europei potranno apprezzare. Non ci sorprenderemo più quindi, se nei prossimi pranzi di Natale, invece dei nostri piatti tradizionali, degusteremo dei buonissimi funghi Fangxian, dei pisellini Baicheng Mung, del riso Zhaoyuan e ci disseteremo con del piacevole Thé Tanyang Gongfu.

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